Ricordate la canzone di Gino Paoli del 1991: “Eravamo quattro amici al bar, che volevano cambiare il mondo, destinati a qualche cosa in più…“.
La citazione viene naturale, anche se qui nessuno pretende rivoluzioni epocali. Più realisticamente i quattro amici provano a mettere ordine, a chiarire, a far avanzare di un passo il complesso terreno del risarcimento del danno alla persona.
La TUN ha rappresentato senza dubbio un punto di arrivo storico per il macrodanno: ha chiuso una lunga stagione di incertezze normative e ha dato un riferimento comune. Ma, come accade sempre quando una cornice si consolida, si aprono nuove domande applicative, spazi interpretativi, nodi metodologici ancora da sciogliere.
Due medici legali e due giuristi – con il contributo di altri professionisti di comprovata esperienza – affrontano questi nodi in due volumi pubblicati in contemporanea da una casa editrice che, non a caso, è Lefebvre Giuffrè. Una scelta editoriale che già di per sé segnala ambizione e serietà scientifica.
I libri si muovono su un doppio binario:
- da un lato richiamano ai fondamentali, alla dottrina, alla metodologia giuridico e medico-legale;
- dall’altro guardano avanti, interrogandosi sull’impatto dei nuovi strumenti tecnologici e sulle prospettive evolutive del sistema.
Ne emerge non un manifesto ideologico, ma due strumenti di lavoro: utili, concreti, capaci di orientare il professionista nella pratica quotidiana senza perdere profondità teorica.
Quattro amici, dunque. Non per cambiare il mondo, ma per farlo funzionare un po’ meglio.
BUONA LETTURA
















