Skip to content

Un altro grande del diritto se ne è andato

UN ALTRO GRANDE DEL DIRITTO SE NE È ANDATO

Nei giorni scorsi ci ha lasciato Paolo Cendon, uno dei giuristi che più hanno inciso nel dibattito giuridico italiano degli ultimi decenni, contribuendo in modo significativo anche alla crescita scientifica della Melchiorre Gioia.
Persona schiva, di poche parole, ma di intelligenza e cultura non comuni, colpiva soprattutto per l’umanità e l’attenzione autentica ai problemi delle persone più fragili.
Il suo impegno in questa direzione nasce già alla fine degli anni ’70, nella collaborazione con Franco Basaglia per la riforma della psichiatria, e prosegue con il contributo decisivo all’elaborazione della figura dell’Amministratore di Sostegno, introdotta nel nostro ordinamento nel 2004.

Cendon partecipò per la prima volta a un nostro convegno nel maggio 2000, dedicato a temi allora fortemente innovativi sulla valutazione del danno psichico, distinguendosi immediatamente per l’originalità e la profondità del suo contributo.

Negli anni successivi il suo pensiero si affermò con il concetto di danno esistenziale, allora dirompente, fondato su un principio semplice e radicale: si può essere danneggiati anche senza essere malati.
Forzando il concetto, non servono certificati medici per dimostrare che una vita sia stata profondamente compromessa.
Indimenticabile il suo intervento al convegno MG del 2009, al Teatro Manzoni di Bologna, gremito di professionisti, dedicato al commento delle sentenze a Sezioni Unite della Cassazione, le cosiddette San Martino, che avevano ricondotto il danno esistenziale all’interno del danno non patrimoniale.
Nonostante quello stop formale, il danno esistenziale si è progressivamente consolidato nella pratica risarcitoria, come confermano anche le più recenti pronunce della Suprema Corte:

  • Cass. civ., sez. III, 11 novembre 2020, n. 25164
  • Cass. civ., sez. III, 22 marzo 2022, n. 9006
  • Cass. civ., sez. III, 4 maggio 2023, n. 12046

Non vi è dubbio che la paternità di questa innovativa lettura del danno non patrimoniale, capace di dare rilievo giuridico alla vita quotidiana e alle sue compromissioni concrete, vada riconosciuta integralmente al pensiero e al lavoro di Paolo Cendon.

Se ne va un altro grande del diritto. Un visionario sobrio. Un uomo che ha saputo mettere la cultura giuridica al servizio dei diritti dei soggetti più deboli.

Altri articoli

Vuoi entrare a far parte del nostro Gruppo di Discussione?
Iscriviti adesso
Torna su