Nella valutazione medico legale del macrodanno, in caso di contenzioso, le CTU tra professionisti qualificati si concludono serenamente, senza grosse divergenze, soprattutto per il rispetto della persona che ha visto la propria vita radicalmente cambiata dall’evento traumatico.
L’unico punto di scontro restava un elemento di valutazione non secondario, comunque in grado di incidere significativamente sul quantum economico del risarcimento, ovvero, l’Aspettativa di Vita del Danneggiato. Le discussioni in tema erano spesso risibili con citazioni di improbabili studi scientifici di sconosciuti autori di altrettanto anonime strutture cliniche che erano funzionali alla tesi da sostenere da una parte e dall’altra.
Consapevoli dell’importanza di questo aspetto avevamo deciso pochi anni fa di attenzionare questo problema ed avevamo coinvolto due clinici di altissimo livello come il dr. Antonio De Tanti ed il dr. Jacopo Bonavita, rispettivamente studiosi di chiara fama nel campo delle cerebrolesioni e delle mielolesioni.
Nel 2024, la prestigiosa rivista, peer-reviewed, specializzata in medicina fisica e riabilitativa, European Journal of Physical and Rehabilitation Medicine, pubblicava l’articolo dal titolo: Life expectancy and long-term survival after traumatic spinal cord injury: a systematic review. Il contributo scientifico, medico legale è stato dato dal dr. Giovanni Cannavò e dal dr. Mauro Ciavarella.
Per completezza dell’argomento “Aspettativa di Vita” la stessa equipe si dedicava agli aspetti relativi ai cerebrolesi, ed in questi giorni la rivista Neurological Sciences ha pubblicato l’articolo: Severe traumatic brain injury and long-term survival: a meta-analysis on life expectancy and mortality trends.
Entrambe le riviste sono indicizzate SCIE (Web of Science), con ranking elevato, IF (impact factor) importante, visibilità internazionale, community di riferimento ampia.
Non si tratta, quindi, di contributi accademici, ma di lavori con peso clinico e decisionale reale.
In conclusione, il danno grave non è una fotografia, è un film: il danno evolve, il rischio cambia nel tempo, la sopravvivenza è influenzata da molteplici variabili, ogni paziente ha una traiettoria diversa.
Il concetto di “danno permanente” deve evolvere verso quello di “danno evolutivo”, in altre parole, il modello tradizionale di valutazione del danno alla persona – fondato su schemi statici – appare sempre meno adeguato a rappresentare una realtà che è dinamica ed individuale.
La medicina legale moderna, tra AI e cultura scientifica, può integrare dati epidemiologici, clinici e statistici per ottenere modelli valutativi che conducono verso sistemi predittivi e personalizzati di valutazione del danno alla persona.
Per il danneggiato maggiori tutele, per il mondo assicurativo un necessario ripensamento sulle riserve, per il medico-legale la scelta di continuare a fotografare il danno o iniziare finalmente a leggerne il futuro.



















