In occasione del recente Convegno della International Association of Forensic Sciences (IAFS), tenutosi a Sofia, è stato presentato lo Special Issue intitolato “The Future of Forensic Sciences”.
Fra gli autori figurano autorevoli studiosi italiani provenienti dalle Università di Milano,
Padova, Firenze, Pisa, Roma e Bari, tra cui Cristina Cattaneo e Vittorio Fineschi, che parteciperanno anche al nostro prossimo Annual Meeting di ottobre a Roma, insieme ad altri illustri rappresentanti della medicina e delle scienze forensi.
Il volume propone una riflessione scientifica sui rischi che incombono sull’identità e sul futuro delle discipline forensi.
Nella pratica forense clinica, l’Intelligenza Artificiale generativa può assistere nella stesura strutturata delle perizie medico-legali, nell’analisi incrociata di ampi fascicoli e nell’armonizzazione della terminologia con i protocolli internazionali. Tuttavia, rimane uno strumento probabilistico e privo di capacità morale.
Il futuro della medicina forense non sarà una scelta tra uomo e macchina, ma tra una professione che governa l’innovazione e una che la subisce.
L’Intelligenza Artificiale potenzia la competenza; la responsabilità resta, e deve restare, umana. Quo Vadis Forensic Science? La risposta non dipenderà dall’Intelligenza Artificiale, ma dall’intelligenza con cui la comunità scientifica saprà governarla.
Siamo certi che una medicina legale ancorata alla scienza, guidata dall’etica e arricchita dall’innovazione saprà affrontare le sfide di un mondo in continua trasformazione, senza rinunciare al valore che nessun algoritmo può sostituire: il giudizio e la responsabilità dell’uomo.
















